Un titolo che parla del cliente, non di lei
«Il cliente non cerca te. Cerca quello che fai. E sceglie chi si presenta meglio.» Chi ha un'attività si riconosce nella prima riga, prima ancora di sapere chi è Veronica.
Il contesto. Il lavoro di Veronica è far presentare bene le attività dei suoi clienti: profili chiari, contenuti che portano persone in negozio, numeri che si possono misurare. E i risultati li aveva: casi veri, numeri veri.
Il problema. Il sito faceva il contrario: immagini enormi, pop-up di chat sopra il testo, un messaggio che non arrivava. Chi entrava non capiva in pochi secondi cosa facesse e perché scegliere lei. E nessuno arrivava abbastanza in fondo da vedere i risultati.
«Il cliente non cerca te. Cerca quello che fai. E sceglie chi si presenta meglio.» Chi ha un'attività si riconosce nella prima riga, prima ancora di sapere chi è Veronica.
I tre errori che Veronica trova in quasi ogni profilo: ti trova solo chi ti conosce già, il profilo non dice cosa vendi, il piano editoriale dura tre settimane. Chi legge pensa: sta parlando di me.
9.916 visualizzazioni in 28 giorni per una nutrizionista. 388 richieste di indicazioni in sei mesi per un asilo nido. 1,3 milioni di visualizzazioni in un mese per un negozio. Fra tanti che mostrano grafiche carine, lei mostra i risultati.
Certificazioni con durata, voto e data, una con il codice controllabile sul sito dell'ente. Un «Chi sono» con il suo percorso da grafica, scrittrice e ghostwriter, e un tono diretto — «non ballo, non fingo» — che tiene lontani i clienti sbagliati.
In tutto il sito si chiede una cosa sola: prenotare trenta minuti di consulenza gratuita, con il messaggio WhatsApp già scritto. Niente moduli lunghi, niente «ti ricontatteremo».
Via pop-up e immagini invadenti: il ritratto di Veronica, il testo in primo piano. Il design serve a far leggere, non a fare scena.
Immagini enormi e pop-up sopra il testo
Layout editoriale, il testo in primo piano
Un messaggio che non arrivava
Un titolo che parla al cliente dalla prima riga
Risultati sepolti in fondo alla pagina
I numeri al centro, con una pagina per i casi principali
Più strade, nessuna chiara
Una sola azione: la consulenza gratuita
Leggila su GoogleManuel non è un ragazzo, ma un vero professionista. Mi ha subito colpita per il suo coraggio nel proporsi e nel gestire la situazione del mio sito, che non riuscivo a fare come dicevo io: anche se sono una SMM, i siti non amo farli.
Lui ha capito fin da subito cosa volevo, come lo volevo, e ha colto la sfumatura del mio personal brand.
Grazie Manuel per il tuo lavoro e il tuo perfezionismo, ma soprattutto per la serietà.
Se vendi un servizio, il sito è la prima prova che lo sai fare.
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